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	<title>Diete &#8211; Prof. Giorgio Calabrese Dietologo</title>
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		<title>Come funziona la dieta paleo</title>
		<link>https://www.gcalabrese.it/come-funziona-la-dieta-paleo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 09:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cosìddetta paleodieta è un regime alimentare scoperto dal prof. Loren Cordain, un americano ... <a class="" href="https://www.gcalabrese.it/come-funziona-la-dieta-paleo/"> continua</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La cosìddetta paleodieta è un regime alimentare scoperto dal prof. Loren Cordain, un americano docente di scienze, il quale decise che il nostro genoma sia per buona parte uguale a quello dei nostri antenati, quelli che vivevano cacciando animali ma anche raccoglitori di cibo, per cui  propose di mangiare come loro.</p>
<p>Ma Cordain non ha tenuto conto che, per motivi ambientali  e nutritivi, i nostri antenati  vivevano proprio pochi anni, al massimo due-tre decine di anni. Questo modello dietetico paleolitico, oltre ad essere inadeguato per l&#8217;ambiente, lo è pure per l’uomo perché l&#8217;eccesso di scorie azotate e l&#8217;effetto infiammatorio dovuto alle troppe proteine animali introdotte comportano una riduzione  della durata di vita.</p>
<h3>In cosa consiste la dieta paleo?</h3>
<p>La dieta paleolitica è basata sull&#8217;alimentazione che, secondo questa teoria, l’uomo primitivo delle caverne seguiva nel periodo precedente la scoperta dell’agricoltura.  Iperproteica, basata sul consumo regolare di carni magre, pesce (no grandi pesci come pesce spada o tonno), frutti di mare, frutta secca, frutta fresca e verdura.</p>
<p>Prevede l&#8217;abolizione di cereali (pasta, riso, pane, cereali in chicco, farine…), zuccheri raffinati, patate, legumi, latticini, tutti i cibi industriali, caffeina e alcool.  La dieta prevede anche l&#8217;assunzione di quantità moderate di lipidi. Dal un punto di vista nutrizionale la valutazione è pessima! Infatti possiamo osservare che gli apporti di carboidrati e proteine sono sbilanciati rispetto ai fabbisogni di riferimento.</p>
<p>Le proteine, inoltre, derivano unicamente da alimenti di origine animale, per cui è molto facile superare il livello massimo di assunzione giornaliera di colesterolo.</p>
<p>Inoltre è ormai accertato dalla comunità scientifica che consumare oltre 500 g di carne rossa alla settimana aumenta l’incidenza del cancro al colon-retto. Non vengono posti infatti limiti alle quantità da consumare. È consigliato inoltre il consumo identico di acidi grassi omega-6 e omega-3, mentre la letteratura scientifica fissa il rapporto “ideale” tra omega-6/omega-3 pari a 5:1, in quanto un apporto sbilanciato di questi due acidi grassi potrebbe portare a un aumento del rischio di malattie cardiache.</p>
<p>La dieta paleo è salutare? Teoricamente e parzialmente potrebbe avere il potenziale per essere sano, ma pur tuttavia mette molto a rischio la salute a causa delle carenze di calcio e vitamina D, che sono fondamentali per la salute delle ossa. Allo stesso tempo, i grassi saturi e le proteine ​​possono essere consumati molto al di sopra dei livelli raccomandati, aumentando il rischio di malattie renali e cardiache e alcuni tipi di cancro.</p>
<h3>Quali sono gli effetti negativi e gli svantaggi della Paleodieta?</h3>
<ul>
<li>Si rischia di adottare abitudini nutrizionali scorrette</li>
<li>A lungo termine può rappresentare un fattore di rischio per la salute</li>
<li>Costo medio alto che può diventare costoso</li>
</ul>
<p>Se non si mangiano cereali o latticini che sono molto buoni per la salute e l&#8217;energia si hanno effetti di grave stanchezza.</p>
<p>Questa dieta può essere difficile anche per i vegani e i vegetariani, soprattutto perché esclude i fagioli. La maggior parte degli atleti ha bisogno di 3-6 grammi di carboidrati per chilo di peso corporeo al giorno e ne deriva un’altra conseguenza negativa della dieta paleo, cioè la stanchezza, perché la drastica riduzione di carboidrati priva il corpo delle energie necessarie a rimanere attivo e vigile.</p>
<p>La chetosi, cioè la produzione di corpi chetonici, crea sempre uno stato di stanchezza, anche se all’inizio sembra magari di avere più forza e leggerezza, che però dura pochissimo.</p>
<p>Quando l&#8217;apporto di carboidrati è minimo, l&#8217;organismo  inizia a marcare il senso della fame  con conseguente disfunzione tiroidea, sempre per colpa della chetosi.  Ne deriva un’alimentazione ricca di grassi animali che fa aumentare l&#8217;apporto di grassi saturi,  che danneggia cuore e arterie. Come tutte le diete ad alto tasso di proteine animali, anche la dieta paleo comporta un aumento del colesterolo “cattivo” Ldl e assieme  aumenta l&#8217;acido urico nel sangue.</p>
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		<title>La dieta contro il dolore cronico</title>
		<link>https://www.gcalabrese.it/la-dieta-contro-il-dolore-cronico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 08:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è il dolore cronico Chi soffre di dolore cronico sa quanto sia pesante la ... <a class="" href="https://www.gcalabrese.it/la-dieta-contro-il-dolore-cronico/"> continua</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Cos&#8217;è il dolore cronico</h3>
<p>Chi soffre di dolore cronico sa quanto sia pesante la sua sopportazione, perché modifica profondamente ogni azione e reazione della vita di tutti i giorni, vista la sofferenza continua. Questo tipo di dolore, purtroppo, è molto diffuso nel mondo e in Europa sono circa 80 milioni le persone affette da dolore cronico moderato-grave. L’Italia è al terzo posto con una prevalenza che raggiunge il 26% della popolazione: 13 milioni di persone, con una percentuale maggiore al Nord-Ovest (27.7%) e quella più bassa è a Sud, dove comunque si attesta un 21.7%. Le sostanze chimiche presenti nei farmaci, inoltre, generano nel nostro organismo un’intossicazione, soprattutto epatica e renale, portandoci ad un risultato paradossale: abbiamo più disturbi di prima. Potremmo, invece, cambiare questa tendenza cominciando a correggere la nostra alimentazione.</p>
<p>Il dolore cronico è spesso associato ad ansia, depressione e limitazioni nella mobilità e nelle attività quotidiane, riducendo sostanzialmente la qualità della vita. Noi medici prescriviamo sovente, in questi casi, gli analgesici, in particolare gli oppioidi,  che sono uno dei principali metodi di trattamento farmaceutico per il dolore cronico.</p>
<h3>La dieta può aiutare nel trattamento del dolore cronico?</h3>
<p>Si ritiene che il dolore cronico sia, in parte, il risultato di stress ossidativo e infiammazione e la ricerca clinica ha indicato i collegamenti tra queste condizioni e il nostro regime alimentare.  Pertanto, una giusta dieta diventa un trattamento terapeutico particolarmente promettente per il dolore cronico, con numerosi studi che suggeriscono che la dieta ha un effetto notevole sul dolore fino al livello cellulare.</p>
<p>In una recente revisione, i dati di una serie di studi clinici che valutano l&#8217;effetto di tre diete, ricca di antiossidanti, a basso contenuto di carboidrati e mediterranea, su stress ossidativo e infiammazione sono raccolti e discussi nel contesto del dolore cronico. I dati clinici suggeriscono che la dieta mediterranea e il regime dietetico con pochi carboidrati sono entrambi interventi particolarmente promettenti. È stato dimostrato, per esempio, che bassi livelli di vitamina D sono correlati a un aumento della sensibilità al dolore a livello centrale e anche il grado di idratazione è correlato al dolore; altri ancora che un elevato consumo di frutta e verdura è associato a una riduzione di alcuni indici infiammatori e dello stress ossidativo.</p>
<p>Né è derivata  la piramide del dolore cronico che vede alla base l’acqua, seguita dalla verdura e la frutta e poi dagli altri alimenti da consumare, via via, con minore frequenza, che è sovrapponibile   a quella della dieta mediterranea. Le due piramidi hanno molto in comune, a cominciare dalla prevalenza degli alimenti di origine vegetale.  In questa piramide, però, rispetto a quella mediterranea, viene dato maggiore risalto ad alcuni alimenti come spezie, semi, yogurt, pesce, legumi. Questi ultimi, insieme ai cereali integrali, alla frutta e alla verdura, sono un’importante fonte di fibra che, in presenza di adeguata idratazione, aiuta a risolvere la stitichezza, dovuta all’uso dei farmaci usati per combattere il dolore cronico. Interessanti sono le supplementazioni di specifici nutrienti  come le  Vitamine: D e B12, oltre che degli acidi grassi omega 3, nel caso in cui le persone con dolore non riuscissero a consumare adeguate quantità di pesce, la più importante fonte di questi grassi.</p>
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