Lasciate che il cioccolato vi regali un sorriso

22 Apr 2018
È vero che il cioccolato fa bene all'umore?
Calano gli acquisti di colombe e uova di Pasqua, aumentano le famiglie che scelgono di preparare in casa i dolci per il pranzo di domenica e la tradizionale merenda di lunedì. La seconda notizia – annunciata dalla Coldiretti – è positiva perché valorizza la tradizione di un Paese ricco di ricette straordinarie, la prima un po’ meno. Uovo e colomba sono i simboli immancabili di queste feste e il cioccolato – tra falsi miti, leggende e scienza – ha una riconosciuta capacità di aiutare il buonumore.
Di questi tempi la parola depressione è diventata un po’ più familiare per tutti noi e per combatterla un po’ di zuccheri sono necessari e, senza eccessi, fanno addirittura bene alla salute. Il merito è di quella straordinaria capacità di portare buonumore che ha il buon cioccolato. Un dolce sorriso «aiutato» dal cacao che ci fa vivere meglio le difficoltà quotidiane.Infatti nel cioccolato la scienza ha trovato due sostanze che spiegano questi sorprendenti effetti. L’Anandamide è un cannabinoide naturale, che dà euforia ma non provoca i danni della marijuana. La Serotonina, detta anche ormone del buonumore, permette al cervello di rilassarsi e di non deprimersi. Ecco perché sarebbe meglio non privarsi di zuccheri e cioccolato a Pasqua, tranne ovviamente limitarli o escluderli in quei casi patologici come le forme gravi di diabete o in importanti cardiopatie.

Il cacao, inoltre, appartiene al gruppo degli alimenti nervini perché contiene degli alcaloidi, cioè sostanze farmacologicamente attive, costituite dall’1-2% di caffeina e di teobromina, che è un derivato della caffeina, in un rapporto di 1 a 8. Rispetto al tè e al caffè, il cacao contiene, inoltre, un grasso buono: il burro di cacao, che è privo di colesterolo perché di origine vegetale, costituisce il 50% dei grassi naturalmente presenti nel cioccolato. Quindi mentre una tazzina di caffè non zuccherata non apporta alcuna caloria, il cacao amaro fornisce 335 calorie per cento grammi di prodotto.

Altro dolce classico immancabile a Pasqua è la colomba che fa da contraltare al panettone e al pandoro, simboli indiscussi del Natale. Quando si mangia la colomba bisogna tener conto della quantità di burro e altri tipi di grassi, oltre a zucchero, farina, mandorle, glasse e farciture varie che la compongono. Nella colomba la presenza di calorie è importante e sarebbe meglio consumarla a metà mattina o a metà pomeriggio, come rompi-fame, infatti non è ideale nutrirsene a fine pasto, dopo un pranzo sicuramente ipercalorico.

Ci sono poi una miriade di dolci tipici di ogni regione che se introdotti per pochi giorni possono essere gustati e «sopportati» da qualunque dieta. Ma siccome Pasqua è una volta l’anno, vanno bene anche questi dolci gradevoli e da martedì si ritorna a frutta e verdura per ritrovare la leggerezza che la stagione primaverile impone.