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	<title>Prof. Giorgio Calabrese Dietologo</title>
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		<title>Perché mangi quando non hai fame</title>
		<link>https://www.gcalabrese.it/perche-mangi-quando-non-hai-fame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2021 20:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corretta alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vera fame ti colpisce lentamente e può essere facile rimandare, invece il mangiare ... <a class="" href="https://www.gcalabrese.it/perche-mangi-quando-non-hai-fame/"> continua</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La vera fame ti colpisce lentamente e può essere facile rimandare, invece il mangiare emotivo o insensato si accende rapidamente e ti fa desiderare cibi specifici.  Quando siamo sottoposti ad un lungo stress, il corpo si riempie di <strong>cortisolo</strong>, un ormone che ha un ruolo fondamentale nelle forti emozioni.  Entra in campo il <strong>binge eating</strong> e si mangia tanto. Per ricaricare l’organismo dopo un incontro stressante, <strong>il cortisolo ti fa venire voglia di mangiare di più</strong>. Se lo stress è prolungato, i livelli di cortisolo rimangono alti e fanno aggiungere più pasti nella giornata.</p>
<p>C’è poi la fatica, specie quando non riposiamo a sufficienza, e allora i livelli di <strong>grelina</strong><em>,</em> l’ormone che fa venire voglia di mangiare, aumentano e, contemporaneamente, i livelli di <strong>leptina</strong>, l’ormone che riduce la fame e il desiderio di mangiare, diminuiscono. Questi due ormoni controllano la sensazione di fame. Il risultato è che ci si sente affamati anche se il corpo non ha bisogno di cibo. Quando poi siamo molto nervosi, mangiare molto diventa un gradevole compenso e si introducono inutili calorie in eccesso solo per placarsi, infatti distrae anche da tutto ciò che rende nervosi. Qualcuno tenta di gestire questo stato di nervosismo non mangiando affatto, cosa che potrebbe rallentare il sistema nervoso, perché il corpo “pensa” che stia morendo di fame e, quando finalmente si torna a mangiare nuovamente, è più probabile che si esagererà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;ansia e i disturbi alimentari</h3>
<p>L&#8217;ansia ha un forte legame con i disturbi alimentari, infatti <strong>il binge eating può essere un modo per aiutare a gestire le preoccupazioni e lo stress</strong>. Altre cause possono derivare dai geni, dalla depressione e dai disturbi dell&#8217;umore fino ai traumi, dipendenze, ecc. ed aumenteranno le probabilità di abbuffarsi per gestire le proprie emozioni. Ma non sempre il binge eating emotivo accade quando ci si senta depressi. Infatti, può capitare di lasciarsi prendere dal divertimento di un evento sociale e ignorare i segnali che indicano che non hai più fame o sentirti obbligato ad andare con il gruppo. A volte basta il potere della suggestione per farti venire voglia di uno spuntino. Gli studi dimostrano che la pubblicità con cibo all&#8217;interno rende più probabile che si afferri il cibo che si ha a portata di mano e lo si consumi voluttuosamente. Il mangiare quando non hai fame può causare aumento di peso e altri problemi di salute, e questo ciclo malsano non finirà, a meno che non diventi consapevole dei tuoi segnali e trovi altri modi per rispondervi.</p>
<p>Anche il consumo di alcool può avere effetti negativi, in quanto abbassa le tue inibizioni e questo include un buon giudizio su quando e quanto mangiare. Ti rende anche più propenso a mangiare cose meno salutari, come cibi ricchi di grassi e zuccheri. Gli studi dimostrano che bere alcolici influisce sulla parte del cervello che monitora l&#8217;autocontrollo, rendendo molto più difficile resistere a uno spuntino gustoso. A volte basta il potere della suggestione per farti venire voglia di uno spuntino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il costo del mangiare senza cervello</h3>
<p>Mangiare quando non hai fame può causare aumento di peso e altri problemi di salute come problemi di zucchero nel sangue. Questo ciclo malsano non finirà a meno che non diventi consapevole dei tuoi segnali e trovi altri modi per rispondervi. Hai bisogno di mangiare?  Trova sbocchi sani per le tue emozioni, <strong>come l&#8217;esercizio o la meditazione</strong>. Incontra amici che possono supportarti nella tua ricerca per mangiare in modo più consapevole. E <strong>tieni il cibo spazzatura fuori di casa</strong>. Ciò renderà più facile essere sani se mangi i tuoi sentimenti.</p>
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		<title>Il gelato non fa ingrassare</title>
		<link>https://www.gcalabrese.it/il-gelato-non-fa-ingrassare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2021 19:24:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Proprietà e benefici degli alimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una volta si diceva “arriva il caldo e mangio un gelato per rinfrescarmi”, oggi ... <a class="" href="https://www.gcalabrese.it/il-gelato-non-fa-ingrassare/"> continua</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta si diceva “<em>arriva il caldo e mangio un gelato per rinfrescarmi</em>”, oggi invece il gelato si mangia tutto l’anno! Si tratta di un alimento dolce che contiene <strong>zuccheri, grassi e proteine</strong>, per cui è un alimento molto gradevole e nutriente.</p>
<p>La domanda più frequente è: il gelato fa ingrassare? No! Ma dipende sempre dalla quantità e dai grassi che si utilizzano per prepararlo, che non sempre possiamo conoscere, possiamo dire che il suo consumo moderato, come spuntino o fine pasto, non provoca aumenti evidenti di peso. Se si confronta il contenuto calorico con quello di altri alimenti si avranno, per 100 gr. di gelato, circa 200 kcal, contro le 900 kcal dell&#8217;olio, le quasi 600kcal del cioccolato e le 300kcal del miele. Tutti questi prodotti elencati forniscono comunque molte più calorie rispetto  alle 30-40 kcal prodotte da 100 gr. di frutta in genere.</p>
<p>I differenti ingredienti che compongono il gelato forniscono varie quantità caloriche, per cui il gelato alla frutta contiene circa 160 kcal mentre le creme o il fior di latte arrivano a circa 220 kcal. Il gelato è un ottimo alimento ideale da inserire nelle diete estive e, date le sue caratteristiche di digeribilità e gustosità, rimane <strong>indicato anche per i soggetti anoressici o con problemi di digestione.</strong> Il freddo, infatti, stimola la secrezione dei succhi gastrici risultando anche un blando analgesico. Per contro, invece, quando si è troppo accaldati, un alimento eccessivamente freddo può causare una congestione.</p>
<p>Il gelato prevede tra i suo ingredienti <strong>il latte</strong>, che contiene una discreta quantità di proteine, di calcio e di fosforo. Come regolarsi, dunque? Se si vuole consumare un gelato dopo un pasto ricco, è consigliabile un gelato alla frutta, con poche calorie. Invece dopo un pasto leggero, povero di grassi, si può scegliere un gelato alla crema, più calorico e più ricco di sostanze nutritive. Il  gelato è molto amato da anziani e bambini, non priviamoli di questo piacere!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Qual è la differenza tra gelato industriale e gelato artigianale?</h3>
<p>Il gelato artigianale è una preparazione alimentare portata allo stato solido e pastoso mediante mescolamento e congelamento della miscela di ingredienti. Durante il congelamento viene incorporata aria che dona morbidezza e cremosità al gelato ed è questa la principale differenza fra i due tipi di gelato. Per quantificare tale caratteristica è stato introdotto il concetto di <em>overrun</em>,  cioè l&#8217;aumento percentuale in volume della miscela gelata. Per l’artigianale <em>l&#8217;overrun</em> è del 40-60%, mentre per quello industriale è pari al 100-130%.</p>
<p>Il gelato artigianale si distingue per l&#8217;impiego prevalente di ingredienti freschi, miscelati con cura dall&#8217;artigiano in base alla sua creatività. L&#8217;utilizzo di ingredienti freschi aumenta la deperibilità del prodotto che dev&#8217;essere venduto e consumato entro pochi giorni dalla sua produzione.  Gli estimatori del gelato artigianale dovrebbero comunque essere consapevoli che artigianale non è sempre sinonimo di qualità, perché possono ad esempio sostituire la frutta fresca con succhi o liofilizzati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Come funziona la dieta paleo</title>
		<link>https://www.gcalabrese.it/come-funziona-la-dieta-paleo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 09:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cosìddetta paleodieta è un regime alimentare scoperto dal prof. Loren Cordain, un americano ... <a class="" href="https://www.gcalabrese.it/come-funziona-la-dieta-paleo/"> continua</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La cosìddetta paleodieta è un regime alimentare scoperto dal prof. Loren Cordain, un americano docente di scienze, il quale decise che il nostro genoma sia per buona parte uguale a quello dei nostri antenati, quelli che vivevano cacciando animali ma anche raccoglitori di cibo, per cui  propose di mangiare come loro.</p>
<p>Ma Cordain non ha tenuto conto che, per motivi ambientali  e nutritivi, i nostri antenati  vivevano proprio pochi anni, al massimo due-tre decine di anni. Questo modello dietetico paleolitico, oltre ad essere inadeguato per l&#8217;ambiente, lo è pure per l’uomo perché l&#8217;eccesso di scorie azotate e l&#8217;effetto infiammatorio dovuto alle troppe proteine animali introdotte comportano una riduzione  della durata di vita.</p>
<h3>In cosa consiste la dieta paleo?</h3>
<p>La dieta paleolitica è basata sull&#8217;alimentazione che, secondo questa teoria, l’uomo primitivo delle caverne seguiva nel periodo precedente la scoperta dell’agricoltura.  Iperproteica, basata sul consumo regolare di carni magre, pesce (no grandi pesci come pesce spada o tonno), frutti di mare, frutta secca, frutta fresca e verdura.</p>
<p>Prevede l&#8217;abolizione di cereali (pasta, riso, pane, cereali in chicco, farine…), zuccheri raffinati, patate, legumi, latticini, tutti i cibi industriali, caffeina e alcool.  La dieta prevede anche l&#8217;assunzione di quantità moderate di lipidi. Dal un punto di vista nutrizionale la valutazione è pessima! Infatti possiamo osservare che gli apporti di carboidrati e proteine sono sbilanciati rispetto ai fabbisogni di riferimento.</p>
<p>Le proteine, inoltre, derivano unicamente da alimenti di origine animale, per cui è molto facile superare il livello massimo di assunzione giornaliera di colesterolo.</p>
<p>Inoltre è ormai accertato dalla comunità scientifica che consumare oltre 500 g di carne rossa alla settimana aumenta l’incidenza del cancro al colon-retto. Non vengono posti infatti limiti alle quantità da consumare. È consigliato inoltre il consumo identico di acidi grassi omega-6 e omega-3, mentre la letteratura scientifica fissa il rapporto “ideale” tra omega-6/omega-3 pari a 5:1, in quanto un apporto sbilanciato di questi due acidi grassi potrebbe portare a un aumento del rischio di malattie cardiache.</p>
<p>La dieta paleo è salutare? Teoricamente e parzialmente potrebbe avere il potenziale per essere sano, ma pur tuttavia mette molto a rischio la salute a causa delle carenze di calcio e vitamina D, che sono fondamentali per la salute delle ossa. Allo stesso tempo, i grassi saturi e le proteine ​​possono essere consumati molto al di sopra dei livelli raccomandati, aumentando il rischio di malattie renali e cardiache e alcuni tipi di cancro.</p>
<h3>Quali sono gli effetti negativi e gli svantaggi della Paleodieta?</h3>
<ul>
<li>Si rischia di adottare abitudini nutrizionali scorrette</li>
<li>A lungo termine può rappresentare un fattore di rischio per la salute</li>
<li>Costo medio alto che può diventare costoso</li>
</ul>
<p>Se non si mangiano cereali o latticini che sono molto buoni per la salute e l&#8217;energia si hanno effetti di grave stanchezza.</p>
<p>Questa dieta può essere difficile anche per i vegani e i vegetariani, soprattutto perché esclude i fagioli. La maggior parte degli atleti ha bisogno di 3-6 grammi di carboidrati per chilo di peso corporeo al giorno e ne deriva un’altra conseguenza negativa della dieta paleo, cioè la stanchezza, perché la drastica riduzione di carboidrati priva il corpo delle energie necessarie a rimanere attivo e vigile.</p>
<p>La chetosi, cioè la produzione di corpi chetonici, crea sempre uno stato di stanchezza, anche se all’inizio sembra magari di avere più forza e leggerezza, che però dura pochissimo.</p>
<p>Quando l&#8217;apporto di carboidrati è minimo, l&#8217;organismo  inizia a marcare il senso della fame  con conseguente disfunzione tiroidea, sempre per colpa della chetosi.  Ne deriva un’alimentazione ricca di grassi animali che fa aumentare l&#8217;apporto di grassi saturi,  che danneggia cuore e arterie. Come tutte le diete ad alto tasso di proteine animali, anche la dieta paleo comporta un aumento del colesterolo “cattivo” Ldl e assieme  aumenta l&#8217;acido urico nel sangue.</p>
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		<item>
		<title>Le proprietà nutrizionali del burro</title>
		<link>https://www.gcalabrese.it/le-proprieta-nutrizionali-del-burro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 08:49:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Proprietà e benefici degli alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Dieta e Cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È tempo di rivalutare dieteticamente il burro che è un alimento ricco,  con pregi ... <a class="" href="https://www.gcalabrese.it/le-proprieta-nutrizionali-del-burro/"> continua</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È tempo di rivalutare dieteticamente il burro che è un alimento ricco,  con pregi non trascurabili ma che richiede un controllo attento dell’uso e del consumo, per poterne cogliere tutti i benefici. Era stato quasi cancellato dalle tavole per essere sostituito  dagli oli vegetali e purtroppo anche dalle margarine. Il burro, in realtà, ha un contenuto calorico più basso, circa 720kcal per 100 grammi: i grassi infatti ammontano “soltanto” a circa l’82% del peso del prodotto, con zuccheri e proteine presenti in quantità residuali pari rispettivamente a 0,9 grammi e 0,1 grammi.</p>
<p>Praticamente tutte le calorie del burro provengono dal suo contenuto in lipidi, circa 82 grammi, di cui 50 grammi saturi, circa 20 grammi monoinsaturi e appena 3 grammi polinsaturi. L’acido grasso saturo più abbondante è il palmitico -22g- seguito dallo stearico, dal miristico e da tutta una serie di acidi grassi saturi a catena medio-corta che sono altrimenti poco presenti in altri alimenti: acido butirrico, acido laurico, acido caprico, acido caprilico, acido capronico. Tra i monoinsaturi abbondano l’acido oleico -19g- e il vaccenico mentre decisamente ridotto è il contenuto di polinsaturi, acido linoleico e acido rumenico.</p>
<p>Abbastanza alto il contenuto di colesterolo che si attesta intorno ai 270 mg. Elevato il contenuto di vitamina A, di vitamine D e K e di vitamina E, tutte sostanze solubili nei lipidi. Tra i minerali sono presenti piccole quantità di calcio e fosforo. Il contenuto di acqua è del 18% circa.</p>
<p>In tempi recenti la situazione è decisamente cambiata, infatti,  diversi acidi grassi hanno impatti diversi sui lipidi nel sangue e alcuni, come lo <em>stearico</em> e il <em>laurico</em>, possono addirittura determinare un aumento del colesterolo HDL, quello <em>buono</em>, che protegge le arterie. Nel burro sono poi abbondanti <em>acidi grassi saturi a catena corta,</em> dal <em>butirrico</em> al <em>laurico</em>, che hanno mostrato diversi possibili effetti positivi: si tratta di grassi che vengono metabolizzati molto rapidamente per la produzione di energia, specie da parte delle cellule della parete intestinale per le quali sono i principali carburanti, e sono ottimi per l’alimentazione di soggetti molto attivi. Inoltre alcuni studi ne hanno evidenziato un’azione antimicrobica, antivirale e perfino antitumorale.</p>
<h3>Cosa fare quindi con il burro? Pochi semplici suggerimenti:</h3>
<ul>
<li>Usarlo <strong>a crudo</strong>, perché molto digeribile grazie all’elevato contenuto di acidi grassi a catena medio-corta;</li>
<li>Non utilizzarlo per la frittura, vista la suscettibilità ad alterarsi a temperature relativamente ridotte, intorno ai 150°C.</li>
<li>Utilizzarlo <strong>in rotazione con altri grassi</strong>,  specie l’olio extravergine di oliva, ricordando che tutti i grassi sono comunque molto ricchi di calorie e che non bisogna assolutamente abusarne, pena un veloce aumento del girovita, che siano o meno presenti antiossidanti, vitamine o altre sostanze “miracolose”;</li>
<li>Utilizzarne <strong>quantità modeste</strong>: un poco di burro spalmato sul pane con la marmellata, o una merenda con pane, burro e alici sono assolutamente lecite. Una porzione adeguata è di 10 grammi, in un piano alimentare che tenga conto delle reali esigenze, nutrizionali ed energetiche, della persona.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Spaghetti alla carbonara, si o no?</title>
		<link>https://www.gcalabrese.it/spaghetti-alla-carbonara-si-o-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 08:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dieta e Cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo sempre detto che un piatto di pasta, per quanto ipercalorico, non possa da ... <a class="" href="https://www.gcalabrese.it/spaghetti-alla-carbonara-si-o-no/"> continua</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo sempre detto che un piatto di pasta, per quanto ipercalorico, non possa da solo e, mangiato <em>una tantum,</em> pregiudicare la salute dei consumatori, ma in Italia quando si parla di spaghetti o pasta alla carbonara ci si allarma perché i condimenti grassi di questa salsa condizionano la salubrità del semplice piatto di pasta.</p>
<p>Nonostante chi scrive metta sempre sul chi va là i consumatori gourmets della carbonara, per onestà scientifica è da dire che molti degli ingredienti di questo gustoso e grasso piatto contengono proprietà benefiche per il corpo.</p>
<p>Le uova sono una fonte di proteine ad elevato valore biologico e sono ricche di vitamine del gruppo B, tra cui la vitamina B12, che rinforza i tessuti nervosi, favorisce la produzione dei globuli rossi e partecipa al metabolismo di proteine e lipidi.  Bisogna però stare attenti a non esagerare perché le uova hanno un elevato contenuto di colesterolo: 270 mg ogni 100 grammi.</p>
<p>Il Pecorino o in alternativa il parmigiano reggiano sono formaggi tutto sommato non troppo calorici, con 431 kcal ogni 100 grammi di prodotto, soprattutto se paragonati a formaggi meno stagionati. Questi latticini sono  molto digeribili e hanno pochissimo lattosio e grazie alla presenza di <em>esorfine</em>, producono effetti antidolorifici e tranquillizzanti con conseguente stato di  benessere ed, infine, è un alimento utile per allontanare il rischio di obesità e diabete.</p>
<p>La pasta ha un grande potere saziante: come carboidrato non dovrebbe essere mai esclusa dalla dieta, perché  contiene vitamine del gruppo B, soprattutto la B1, importante per il corretto funzionamento del sistema nervoso. Grazie alla cottura della pasta, dal suo amido si libera il glucosio: questo favorisce la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore che ti fa provare una sensazione di benessere.</p>
<p>Gli spaghetti alla carbonara per due persone quante uova prevedono? In genere si usa un uovo intero per ogni persona ma c’è chi usa un tuorlo ciascuno più un uovo intero ogni quattro persone per garantire il giusto grado di cremosità e, quindi, un uovo e un tuorlo sono il giusto compromesso.</p>
<p>Un etto di pasta alla carbonara fornisce in media 565 kcal, con 25 grammi di proteine, 79 gr. di carboidrati e 17 grammi di grassi. E’ consigliabile prediligere la pasta di grano duro, meglio se trafilata al bronzo e anche integrale. Meglio, comunque, scegliere gli spaghetti che hanno l’indice glicemico inferiore e quindi sono adatti anche ai diabetici e a chi deve perdere peso. La pasta deve essere assolutamente al dente perché dà più sazietà e ha un indice glicemico più basso. Attenzione, quindi, a non cuocerla eccessivamente. Qualora succedesse raffreddarla sotto un getto d’acqua corrente.</p>
<p>Per la sua quantità di iodio la carbonara è anche un po&#8217; amica della tiroide e se dopo averla consumata la associamo  a della verdura amara, come ad esempio la rughetta o l’indivia, si riduce la ritenzione idrica che un piatto di pasta abbondante potrebbe causare. Qualcuno chiede se la carbonara faccia male la sera a cena. Partendo dal presupposto che la pasta di sera rilassa e fa anche dimagrire, questo piatto può essere consumato una tantum anche di sera, soprattutto se siamo stressati o se soffriamo d’insonnia, se in menopausa si hanno le vampate o se si soffre di sindrome premestruale. Questo perché, come detto sopra,  la pasta favorisce la sintesi di serotonina e di melatonina facendo assorbire maggiormente il triptofano e quindi ci fa rilassare e favorisce il sonno. Se ci rilassiamo si riducono gli ormoni dello stress, fra cui il cortisolo, che favoriscono l’aumento di peso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La dieta contro il dolore cronico</title>
		<link>https://www.gcalabrese.it/la-dieta-contro-il-dolore-cronico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 08:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è il dolore cronico Chi soffre di dolore cronico sa quanto sia pesante la ... <a class="" href="https://www.gcalabrese.it/la-dieta-contro-il-dolore-cronico/"> continua</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Cos&#8217;è il dolore cronico</h3>
<p>Chi soffre di dolore cronico sa quanto sia pesante la sua sopportazione, perché modifica profondamente ogni azione e reazione della vita di tutti i giorni, vista la sofferenza continua. Questo tipo di dolore, purtroppo, è molto diffuso nel mondo e in Europa sono circa 80 milioni le persone affette da dolore cronico moderato-grave. L’Italia è al terzo posto con una prevalenza che raggiunge il 26% della popolazione: 13 milioni di persone, con una percentuale maggiore al Nord-Ovest (27.7%) e quella più bassa è a Sud, dove comunque si attesta un 21.7%. Le sostanze chimiche presenti nei farmaci, inoltre, generano nel nostro organismo un’intossicazione, soprattutto epatica e renale, portandoci ad un risultato paradossale: abbiamo più disturbi di prima. Potremmo, invece, cambiare questa tendenza cominciando a correggere la nostra alimentazione.</p>
<p>Il dolore cronico è spesso associato ad ansia, depressione e limitazioni nella mobilità e nelle attività quotidiane, riducendo sostanzialmente la qualità della vita. Noi medici prescriviamo sovente, in questi casi, gli analgesici, in particolare gli oppioidi,  che sono uno dei principali metodi di trattamento farmaceutico per il dolore cronico.</p>
<h3>La dieta può aiutare nel trattamento del dolore cronico?</h3>
<p>Si ritiene che il dolore cronico sia, in parte, il risultato di stress ossidativo e infiammazione e la ricerca clinica ha indicato i collegamenti tra queste condizioni e il nostro regime alimentare.  Pertanto, una giusta dieta diventa un trattamento terapeutico particolarmente promettente per il dolore cronico, con numerosi studi che suggeriscono che la dieta ha un effetto notevole sul dolore fino al livello cellulare.</p>
<p>In una recente revisione, i dati di una serie di studi clinici che valutano l&#8217;effetto di tre diete, ricca di antiossidanti, a basso contenuto di carboidrati e mediterranea, su stress ossidativo e infiammazione sono raccolti e discussi nel contesto del dolore cronico. I dati clinici suggeriscono che la dieta mediterranea e il regime dietetico con pochi carboidrati sono entrambi interventi particolarmente promettenti. È stato dimostrato, per esempio, che bassi livelli di vitamina D sono correlati a un aumento della sensibilità al dolore a livello centrale e anche il grado di idratazione è correlato al dolore; altri ancora che un elevato consumo di frutta e verdura è associato a una riduzione di alcuni indici infiammatori e dello stress ossidativo.</p>
<p>Né è derivata  la piramide del dolore cronico che vede alla base l’acqua, seguita dalla verdura e la frutta e poi dagli altri alimenti da consumare, via via, con minore frequenza, che è sovrapponibile   a quella della dieta mediterranea. Le due piramidi hanno molto in comune, a cominciare dalla prevalenza degli alimenti di origine vegetale.  In questa piramide, però, rispetto a quella mediterranea, viene dato maggiore risalto ad alcuni alimenti come spezie, semi, yogurt, pesce, legumi. Questi ultimi, insieme ai cereali integrali, alla frutta e alla verdura, sono un’importante fonte di fibra che, in presenza di adeguata idratazione, aiuta a risolvere la stitichezza, dovuta all’uso dei farmaci usati per combattere il dolore cronico. Interessanti sono le supplementazioni di specifici nutrienti  come le  Vitamine: D e B12, oltre che degli acidi grassi omega 3, nel caso in cui le persone con dolore non riuscissero a consumare adeguate quantità di pesce, la più importante fonte di questi grassi.</p>
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		<title>La truffa dei prodotti dimagranti</title>
		<link>https://www.gcalabrese.it/la-truffa-dei-prodotti-dimagranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 12:06:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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<p>Non ho mai promosso e non promuovo nessun prodotto dimagrante. Se avete visto su Facebook, Instagram o altri social network delle pubblicità che sfruttano la mia immagine, sappiate che è una truffa. Ho già sporto denuncia alle autorità competenti e vi invito a diffidare da questi prodotti. Vi invito a leggere<a href="https://www.facebook.com/giorgio.calabrese.965/posts/1193964357453303" target="_blank" rel="noopener noreferrer nofollow"> il mio post su Facebook</a> e a guardare<a href="https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/prodotti-dimagranti-furbetti_61364.shtml?fbclid=IwAR1YBlELvU6TW2LAUyNTeNN920M9FZd6e9VmoxAQaP2de0HpF9ogwhkF3Pc" target="_blank" rel="noopener noreferrer nofollow"> il servizio di Striscia la Notizia</a><a href="https://www.facebook.com/giorgio.calabrese.965/posts/1193964357453303" rel="nofollow noopener" target="_blank"> </a>riguardo la truffa dei prodotti dimagranti.</p>
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		<title>Lasciate che il cioccolato vi regali un sorriso</title>
		<link>https://www.gcalabrese.it/lasciate-che-il-cioccolato-vi-regali-un-sorriso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2018 07:16:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà e benefici degli alimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Calano gli acquisti di colombe e uova di Pasqua, aumentano le famiglie che scelgono ... <a class="" href="https://www.gcalabrese.it/lasciate-che-il-cioccolato-vi-regali-un-sorriso/"> continua</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Calano gli acquisti di colombe e uova di Pasqua, aumentano le famiglie che scelgono di preparare in casa i dolci per il pranzo di domenica e la tradizionale merenda di lunedì. La seconda notizia &#8211; annunciata dalla Coldiretti &#8211; è positiva perché valorizza la tradizione di un Paese ricco di ricette straordinarie, la prima un po’ meno. Uovo e colomba sono i simboli immancabili di queste feste e il cioccolato &#8211; tra falsi miti, leggende e scienza &#8211; ha una riconosciuta capacità di aiutare il buonumore.</div>
<div>Di questi tempi la parola depressione è diventata un po’ più familiare per tutti noi e per combatterla un po’ di zuccheri sono necessari e, senza eccessi, fanno addirittura bene alla salute. Il merito è di quella straordinaria capacità di portare buonumore che ha il buon cioccolato. Un dolce sorriso «aiutato» dal cacao che ci fa vivere meglio le difficoltà quotidiane.Infatti nel cioccolato la scienza ha trovato due sostanze che spiegano questi sorprendenti effetti. L’Anandamide è un cannabinoide naturale, che dà euforia ma non provoca i danni della marijuana. La Serotonina, detta anche ormone del buonumore, permette al cervello di rilassarsi e di non deprimersi. Ecco perché sarebbe meglio non privarsi di zuccheri e cioccolato a Pasqua, tranne ovviamente limitarli o escluderli in quei casi patologici come le forme gravi di diabete o in importanti cardiopatie.</p>
<p>Il cacao, inoltre, appartiene al gruppo degli alimenti nervini perché contiene degli alcaloidi, cioè sostanze farmacologicamente attive, costituite dall’1-2% di caffeina e di teobromina, che è un derivato della caffeina, in un rapporto di 1 a 8. Rispetto al tè e al caffè, il cacao contiene, inoltre, un grasso buono: il burro di cacao, che è privo di colesterolo perché di origine vegetale, costituisce il 50% dei grassi naturalmente presenti nel cioccolato. Quindi mentre una tazzina di caffè non zuccherata non apporta alcuna caloria, il cacao amaro fornisce 335 calorie per cento grammi di prodotto.</p>
<p>Altro dolce classico immancabile a Pasqua è la colomba che fa da contraltare al panettone e al pandoro, simboli indiscussi del Natale. Quando si mangia la colomba bisogna tener conto della quantità di burro e altri tipi di grassi, oltre a zucchero, farina, mandorle, glasse e farciture varie che la compongono. Nella colomba la presenza di calorie è importante e sarebbe meglio consumarla a metà mattina o a metà pomeriggio, come rompi-fame, infatti non è ideale nutrirsene a fine pasto, dopo un pranzo sicuramente ipercalorico.</p>
<p>Ci sono poi una miriade di dolci tipici di ogni regione che se introdotti per pochi giorni possono essere gustati e «sopportati» da qualunque dieta. Ma siccome Pasqua è una volta l’anno, vanno bene anche questi dolci gradevoli e da martedì si ritorna a frutta e verdura per ritrovare la leggerezza che la stagione primaverile impone.</p>
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		<title>Le erbe amare di Pasqua</title>
		<link>https://www.gcalabrese.it/le-erbe-amare-di-pasqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2017 12:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Proprietà e benefici degli alimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; «Ciascuno si procuri un agnello per la famiglia […] In quella notte ne ... <a class="" href="https://www.gcalabrese.it/le-erbe-amare-di-pasqua/"> continua</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>«Ciascuno si procuri un agnello per la famiglia […] In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi ed erbe amare» (Esodo 12, 2-8).<br />
Le erbe amare per quella notte prodigiosa sono ancora utilizzate per Pesach, la festa ebraica che ricorda il passaggio dalla schiavitù alla liberazione. In genere cade in primavera, ma a causa di calendari diversi ancora in uso, non coincide con la nostra Pasqua (quest’anno la settimana santa è iniziata martedì 11). Erbe amare come la schiavitù accompagnate da pane azzimo, il pane della fretta, subito pronto, non lievitato senza fermenti e non soffice. Le erbe amare comunemente usate oggi durante Pesach sono rafano e lattuga. Le erbe amare di primavera sono in tavola anche nelle nostre italiche tradizioni, come nella torta pasqualina della cucina ligure. Questa prevedeva l’uso dei carciofi, molto cari rispetto alle bietole che furono poi impiegate in sostituzione.</p>
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<h3>Salutari</h3>
<p>Le erbe, le verdure e radici amare sono, a ragione, considerate salutari. L’amaro agisce sulle papille gustative e stimola una maggior produzione di saliva, che è ricca di enzimi come le amilasi, utili alla scissione degli amidi. Lo stomaco viene indotto a produrre gastrina, in grado di attivare al meglio il processo digestivo. Vengono infatti stimolati altri organi come fegato, pancreas, cistifellea. Hanno effetto antiossidante che però si perde cuocendole in troppa acqua. L’amaro fa digerire bene, ciò consente una migliore scissione proteica e di conseguenza un migliore assorbimento di nutrienti, compresi i sali minerali che ne aumentano la disponibilità.<br />
È lo stesso principio per cui, a fine pasto specie se è stato un pasto abbondante e pesante, si consuma il digestivo amaro a base di erbe amare talvolta anche con una varietà dal numero elevato. Come tutte le erbe fresche è possibile elaborarle sotto forma di frittate, flan, torte salate che mantengono il sapore amaro e le proprietà salutari anche da cotte. Cicorie, radicchio, catalogna, Puntarelle (germogli di una varietà di catalogna detta catalogna spigata) rucola, carciofi, scarola, cime di rapa, contengono parecchie sostanze benefiche come la vitamina C, la pro-vitamina A, clorofilla e inulina, utili a depurare l’organismo in modo naturale. Le erbe amare rinforzano il corpo e in special modo svolgono un’azione antiossidante.</p>
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<h3><strong>L’inulina</strong></h3>
<p>L’inulina è un oligosaccaride formato da catene di fruttosio con una molecola di glucosio terminale. Fa parte di una famiglia di fibre alimentari dette fruttani o frutto-oligosaccaridi. L’inulina ha un sapore neutro o lievemente dolce, ha una capacità edulcorante di un decimo rispetto al saccarosio (zucchero). come additivo alimentare serve a dare corpo all’alimento senza essere particolarmente evidente il sapore, come per i gelati senza zucchero. Ha una caratteristica di idrorepellenza per questo viene impiegato per evitare l’affioramento del burro di cacao nei cioccolatini. È un carboidrato indisponibile, ovvero non digeribile dallo stomaco umano. È un carboidrato di riserva che radici e rizomi sintetizzano al posto dell’amido, che queste piante non producono e non lo immagazzinano.<br />
L’amaro dell’inulina è però benefico perché passando indigerito dallo stomaco raggiunge l’intestino che viene stimolato a produrre «batteri buoni» ovvero in grado di stimolare una buona funzionalità intestinale. Una ricerca tedesca dimostra che le erbe toniche amare, stimolano la bile e la produzione di acido cloridrico, il sistema nervoso e la funzione del sistema immunitario, così come combattono stanchezza e spossatezza. E non lasciano l’amaro in bocca.</p>
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<h3>TARASSACO</h3>
<p>Il tarassaco (Taraxacum) è noto anche come «dente di leone» per la forma delle sue foglie o «piscialetto» per le sue proprietà diuretiche. Stimola la digestione e il fegato a produrre più bile con un’azione purificante su fegato e cistifellea. L’International Journal of Molecular Science in uno studio del 2010 ha evidenziato che possiede la capacità di ridurre il colesterolo, i reumatismi, lo stress ossidativo che contribuisce all’aterosclerosi, e agisce come un diuretico. Potrebbe essere utilizzato per aiutare a prevenire le malattie cardiache e del fegato. Le foglie, essiccate possono essere consumate tutto l’anno per fare infusi depurativi da bere a digiuno. Fresche, sono ottime per realizzare frittate, flan, vellutate, minestroni e pesti aromatici.</p>
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<h3>CICORIA</h3>
<p>La cicoria (Cichorium intybus) è una pianta erbacea perenne tipica delle regioni mediterranee: il nome deriva probabilmente dal termine arabo «Chikouryeh» o ancora dal termine egizio «Kichirion» oppure da «kichora» per i greci. Galeno la prescriveva contro le malattie di fegato. È ricca d’acqua al 92-94% e contiene potassio, calcio e fosforo. Spiccate le sue proprietà diuretiche e lassative, per questo è indicata come erba disintossicante primaverile. È un ottimo rimedio contro la stitichezza e stimolante delle funzioni epatiche, utile soprattutto in tutti i casi di pelle impura. Contiene anche inulina, una fibra in grado di stimolare la crescita della flora batterica intestinale e favorire l’assorbimento del calcio. E’ ottima per completare minestre, realizzare vellutate o nei ripieni.</p>
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<h3>ORTICA</h3>
<p>L’ortica (Urtica dioica) è considerata la pianta amica delle donne, ricca di ferro e clorofilla, contrasta l’anemia e grazie al buon contenuto di silicio e calcio rinforza le ossa e i capelli. Il decotto si può bere come depurativo ma è un buon detergente per capelli e pelli grasse e impure, donando ad entrambi luminosità. Ha proprietà alcalinizzanti e depurative, è ottima lessata, in zuppe e minestre, ma anche buona in frittate e pasta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>RUCOLA</h3>
<p>La rucola (Eruca sativa) appartiene alla famiglia dei cavolfiori. Accende il sapore delle insalate e potenzia il sistema immunitario. Ha proprietà vitaminizzanti, antiscorbutiche, digestive. Contiene molti antiossidanti come la provitamina A, la vitamina C e i fenoli. E’ molto gradevole abbinata a verdure dolci come piselli e patate, carote. Non va conservata in frigo poiché tende ad appassire, meglio in un vasetto.</p>
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<h3>PUNTARELLE</h3>
<p>Le puntarelle (Chicorium intybus) in realtà sono solo i germogli di una varietà di catalogna chiamata spigata. Possono essere semplicemente lessate mentre vanno lasciate a bagno in acqua e ghiaccio (per farle arricciare e diventare croccanti) per diventare così una gustosa insalata. La tradizione romana le abbina ad acciughe salate, ma possono essere combinate anche con olive e capperi, formaggi e per farcire bruschette</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>MARRUBIO</h3>
<p>Il marrubio (Marrubium vulgare), per via del suo nome che riporta al termine ebraico «marrob», cioè amaro, si pensa possa essere una delle erbe amare della Bibbia. Era conosciuto nella Roma antica e usato come rimedio per la tosse. In fitoterapia è noto per le proprietà antinfiammatorie, mucolitiche, espettoranti, utile contro raffreddore e disturbi respiratori. Ma ha anche proprietà antisettiche e cicatrizzanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>RADICE DI UVA OREGON</h3>
<p>La radice di uva Oregon (Mahonia acquifolium) è una tra le preferite dai dermatologi; infatti, la «Terapia dermatologica» in un documento del 2003 ne ha dimostrato i benefici, attestando la sua utilità nel trattamento delle malattie della pelle e in particolare per la cura dell’acne. Ha proprietà anti-batteriche, anti-infiammatorie e stimola la produzione della bile e la depurazione del fegato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>RADICE DI GENZIANA</h3>
<p>La radice di genziana (Gentiana calycosa) aiuta il fegato, oltre a essere fungicida e possedere proprietà anti-infiammatorie. I suoi principi amari stimolano la secrezione di succhi gastrici e biliari. In uno studio clinico controllato, la tintura di radice di genziana in base di alcool aumenta lo svuotamento della cistifellea, contribuisce a migliorare la digestione di proteine e grassi, lavora come astringente, tonico, rilassante e detergente interno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>RADICI AMARE</h3>
<p>Le radici amare o scorza amara, da una varietà di cicoria (Cychorium intibus sativus ), scorzonera (Scorzonera hispanica), scorzonera bianca (Tragopogon porrifolius). Le cinque radici (oltre alle esotiche zenzero e rafano o alle note patate e carote) topinambur, radici di cicoria, bardana ricca di inulina come i topinambur, ricca di cellulosa, Rapa con scarsi principi nutritivi ma ricca di cellulosa, liquirizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>CARDO MARIANO</h3>
<p>Il cardo mariano (Silybum marianum) protegge le cellule del fegato rivestendole con sostanze fitochimiche che guariscono quelle danneggiate (da alcol, epatite e altre malattie epatiche ma anche da paracetamolo, radiazioni, tetracloruro di carbonio) e proteggono le sane dai danni. È l’erba più utilizzata per la malattia epatica. I semi e frutti contengono silimarina, un antiossidante, anti-fibrotico e bloccante delle tossine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>MARRUBIO</h3>
<p>Il <u>MARRUBIO</u> comune (<em>Marrubium</em> <em>vulgare</em>) è una piccola pianta erbacea perenne della famiglia delle Lamiaceae.  Usato nell’antico Egitto  e per via del suo nome che riporta al termine ebraico “marrob” cioè amaro, si pensa possa essere una delle erbe amare della Bibbia. Il nome volgare latino indica che era conosciuta  nella Roma antica e usata come rimedio per la tosse. Con questo nome latino è indicato negli scritti del naturalista romano Gaio Plinio Secondo. In fitoterapia è noto per le sue proprietà antinfiammatorie, mucolitiche, espettoranti, utile nel trattamento per il raffreddore e disturbi respiratori. Per uso esterno i suoi principi attivi lo indicano come  detergente dalle proprietà antisettiche e cicatrizzanti. I principi attivi sono contenuti nelle foglie e nelle sommità fiorite perché ricche di tannini, sostanze amare, ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
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